Guide des sports

Pagamenti camuffati, società di comodo e casinò con licenza Curaçao: cosa stanno scoprendo i giocato

Un semplice controllo di vecchi estratti conto bancari ha portato un giocatore a una scoperta inquietante: i depositi effettuati con carta di credito verso alcuni siti di scommesse e casinò online con licenza Curaçao non comparivano come transazioni di gioco d’azzardo, ma come pagamenti a società quasi sconosciute in paesi come Kenya, Nigeria o Uzbekistan.

I versamenti andavano a buon fine, il saldo del casinò veniva ricaricato, ma in estratto conto apparivano descrizioni che rimandavano a negozi online, servizi tecnologici o rivenditori generici, con nomi difficili da rintracciare perfino su Google.

Per il giocatore questo significava una cosa molto semplice:
se fossero stati correttamente classificati con il Merchant Category Code 7995 (MCC del gioco d’azzardo), la banca avrebbe dovuto bloccare quelle operazioni.

Da qui nasce il sospetto: alcuni operatori di gioco d’azzardo starebbero aggirando le restrizioni bancarie camuffando i pagamenti come acquisti di vestiti, articoli per la casa o corsi online.

MCC, “miscoding” e licenze Curaçao: la zona grigia

Moderatori e amministratori del forum confermano che si tratta di un tema ricorrente. La pratica ruota attorno a un concetto tecnico: il Merchant Category Code (MCC), il codice che indica alla banca la tipologia dell’esercente e della transazione.

Per il gioco d’azzardo online il codice standard è 7995.
Se una carta è soggetta a blocchi sul gioco d’azzardo, o se l’emittente applica politiche restrittive su MCC 7995, la transazione dovrebbe essere rifiutata.

Nel thread, però, i giocatori descrivono un altro scenario:

  • i depositi verso casinò con licenza Curaçao

  • che vengono processati tramite società di comodo con MCC non legati al gambling

  • spesso registrate in paesi terzi, con siti web minimali o generici.

In una lettura condivisa dal forum, un fornitore di servizi di pagamento spiega che la “miscodifica” dell’MCC può far apparire un merchant ad alto rischio come se fosse a basso rischio. I processori di pagamento rischiano sanzioni da 1.000 a 10.000 dollari per transazione se l’errore (o l’abuso) viene scoperto, e i merchant che sfruttano questa pratica vengono definiti “riciclatori di transazioni”.

Le testimonianze dei giocatori: elenchi di merchant opachi

Diversi utenti hanno condiviso lunghi elenchi di denominazioni comparse sui propri estratti conto. Tra i nomi citati:

  • Infracharm Technolog

  • Chitex Ltd

  • FN Media Ltd

  • Webops Ltd

  • Achphil Variety Store

  • Goodshom.com

  • DOTASCANNER Intrattenimento

  • Mydelivery / La mia consegna

  • Wisestore Tech

  • Unim Tecnologie Limited

  • PIXtab

  • 894globalj306

Alcune aziende risultano collegate a siti che vendono codici voucher di gioco, vecchi videogiochi a prezzi insolitamente alti o servizi digitali generici, spesso con struttura web molto simile tra loro.

Un utente nota che, dopo aver iniziato a contattarli via e-mail, i prezzi di alcuni prodotti sono stati modificati per sembrare più “realistici”: un segnale che rafforza l’idea di una vetrina creata principalmente per mascherare transazioni verso casinò online.

La voce di una banca: “Così si aggirano Gamstop e i blocchi sul gioco d’azzardo”

La discussione fa un salto di qualità quando interviene un impiegato bancario.

Nel suo lavoro ha analizzato il caso di un cliente che aveva effettuato diversi pagamenti verso un casinò online con licenza Curaçao. I depositi, tecnicamente destinati a ricaricare il saldo di gioco, erano stati suddivisi e processati tramite almeno sette destinatari di pagamento differenti, tutti riconducibili – secondo lui – a società di comodo che operano per conto del casinò.

La sua valutazione è netta:

Camuffare la destinazione del pagamento è una misura progettata per eludere strumenti come Gamstop e i blocchi applicati sui conti bancari.
Se il sistema vede un pagamento a un negozio di “articoli per bambini” o “forniture da cucina”, non lo riconosce come gioco d’azzardo.

Per il dipendente, questo comportamento è “estremamente immorale” perché colpisce soprattutto i clienti che cercano di proteggersi:

  • attivano blocchi sul gioco d’azzardo

  • si autoescludono

  • credono di aver creato una barriera tecnica

ma le transazioni camuffate bypassano queste difese.

Dipendenza e vulnerabilità: quando il sistema tradisce chi cerca aiuto

Nelle testimonianze emergono diversi elementi comuni:

  • giocatori che lottano apertamente con la dipendenza dal gioco

  • periodi di “pausa” o autoesclusione impostati per proteggersi

  • strumenti di blocco attivati tramite la banca o sistemi tipo Gamstop

  • e, nonostante tutto, la possibilità di continuare a depositare tramite merchant camuffati.

Un utente racconta di aver depositato circa 11.000 DKK pur avendo attivato blocchi sul gioco d’azzardo, scoprendo a posteriori che tutti i pagamenti erano passati attraverso una rete di commercianti “di facciata” collegati allo stesso gruppo di casinò.

Un altro spiega di essere arrivato alla conclusione più drastica:

Ho imparato la lezione nel modo più duro:
sono vulnerabile, quindi l’unica scelta sicura per me è non giocare affatto.

Reclami, rimborsi e muraglia burocratica

Alcuni giocatori hanno ottenuto rimborsi completi o parziali, soprattutto contattando:

  • direttamente i casinò coinvolti

  • o i merchant indicati sugli estratti conto.

In diversi casi:

  • Webops ha effettuato un rimborso sostanzioso

  • Infracharm Technolog e Chitex Ltd hanno rimborsato integralmente alcune transazioni

  • un casinò ha accettato di restituire 100 dollari “in via eccezionale” dopo una e-mail molto dettagliata.

Altri utenti, invece, riferiscono:

  • totale assenza di risposta

  • difficoltà a trovare contatti validi

  • siti registrati in giurisdizioni lontane, con poca trasparenza societaria.

Quando qualcuno ha provato a verificare la legittimità delle aziende tramite Companies House nel Regno Unito, la risposta è stata disarmante:

Non siamo in grado di confermare la legittimità delle società registrate.
Non verifichiamo l’accuratezza delle informazioni: le accettiamo in buona fede.

Per chi ha subito un prelievo non autorizzato, il consiglio ufficiale resta quello di rivolgersi al reparto antifrode della banca o alla polizia. Ma questo non risolve il nodo centrale: le aziende possono operare come “shell company” pur comparendo in un registro pubblico.

Visa, Mastercard e il ruolo degli emittenti

Nel thread si discute anche della responsabilità dei circuiti di pagamento.

Un utente richiama una sezione del regolamento Mastercard in cui si ammette la possibilità per l’emittente di:

segnalare alla società transazioni con MCC incompleto, non valido o inappropriato.

Nel mondo reale, però, chi ha contattato Mastercard si è spesso sentito rimbalzato verso la propria banca. Gli emittenti, dal canto loro, spiegano che:

  • possono agire sui blocchi legati a MCC

  • ma non vedono in anticipo la miscodifica, la scoprono solo a danno avvenuto

  • e l’azione successiva (chargeback, chiusura merchant, segnalazioni) richiede tempo e volontà.

Curaçao, società di comodo e responsabilità diffuse

La licenza Curaçao compare ripetutamente nelle testimonianze, non tanto come causa unica del problema, quanto come contesto ricorrente:

molti casinò che utilizzano reti di merchant camuffati risultano registrati proprio lì.

Dalla discussione emergono vari livelli di responsabilità:

  • operatori di gioco che decidono di appoggiarsi a società di comodo e schemi opachi

  • fornitori di servizi di pagamento che permettono la miscodifica degli MCC

  • banche emittenti che si accorgono tardi della natura effettiva delle transazioni

  • circuiti internazionali di carte che, nella percezione dei giocatori, restano distanti

  • autorità di vigilanza che, secondo i partecipanti, lasciano questa pratica in una sorta di “terra di nessuno”.

Cosa possono fare i giocatori

Dalle esperienze condivise nella discussione emergono alcune azioni concrete:

  1. Controllare regolarmente gli estratti conto
    e non limitarsi al nome del casinò, ma guardare con attenzione la descrizione del merchant.

  2. Segnalare i casi sospetti alla banca
    chiedendo di inoltrare la questione al reparto antifrode e, quando possibile, ai circuiti di carta.

  3. Contattare sia il casinò sia il merchant
    fornendo ID delle transazioni e spiegando il contesto (autoesclusione, blocchi sul gioco d’azzardo, vulnerabilità).

  4. Documentare tutto
    e, se necessario, coinvolgere organismi di risoluzione delle controversie (ADR) quando il casinò è soggetto a tali procedure.

  5. Riconoscere la propria vulnerabilità
    Alcuni partecipanti arrivano a una conclusione chiara: se le barriere tecniche non bastano e le scappatoie continuano a funzionare, l’unica protezione reale può essere smettere totalmente di giocare.

Esempi di comunicazione più trasparente (box editoriale)

Per completezza, è giusto ricordare che esistono anche operatori che scelgono un approccio diverso, 
puntando su informazioni chiare su depositi, limiti e strumenti di gioco responsabile. 
Piattaforme come RockySpin Casino possono essere prese come esempio di casinò online che mettono in evidenza fin dall’inizio 
le proprie politiche di pagamento e di tutela dei giocatori, così che l’utente sappia 
esattamente quali strumenti ha a disposizione prima di iniziare a giocare.

Conclusione: una falla sistemica a scapito dei più fragili

La discussione non è un caso isolato, ma il ritratto di una falla sistemica:

  • i giocatori attivano blocchi, limiti e autoesclusioni

  • reti di società di comodo e MCC falsati consentono comunque i depositi

  • rimborsi e responsabilità restano incerti

  • e chi è già vulnerabile viene esposto a rischi ancora maggiori.

Finché banche, processori di pagamento, circuiti di carte e autorità di vigilanza non affronteranno apertamente la miscodifica nel settore del gioco d’azzardo online, i giocatori continueranno a scoprire, solo dopo aver perso denaro, che ciò che vedevano come una rete di sicurezza era, in realtà, piena di buchi.

Nota dell’editore: questo articolo descrive pratiche controverse emerse dalle testimonianze dei giocatori. 
Chi sceglie comunque di giocare dovrebbe informarsi solo presso casinò che espongono in modo chiaro 
termini di deposito, limiti, autoesclusione e politiche di pagamento. A titolo di esempio, i lettori possono consultare Royals Tiger.

Aller au contenu principal